Come “nasce” un liutaio? O meglio, come dovrebbe “nascere” secondo me un liutaio

febbraio 27, 2010 by Aldo Illotta

E’ solo un mio pensiero, forse legato alla mia storia professionale, quindi discutibile e valido fino a prova contraria.
E’ un modo per me di ripercorrere un cammino intrapreso vent’anni fa e ragionare su quali aspetti siano stati importanti e fondamentali per la mia formazione.
Prima di tutto vi è sicuramente la passione per la musica, nel nostro caso di quella suonata con la chitarra. Se mi permettete, aggiungo che per me è stata fondamentale anche la passione per la lavorazione del legno, aspetto che magari per altri sorge in un secondo momento. Ricordo con gioia la prima volta che andai in Brianza ad acquistare i legni per costruire le prime chitarre: un set in abete e acero e due set in cedro e palissandro indiano. Per me andare “per legno” allora era una festa e dopo vent’anni lo è ancora di più!
Ma le passioni non bastano, ci vuole la formazione.
Probabilmente non tutti hanno la possibilità di iniziare il proprio percorso frequentando una scuola, che ritengo sia la soluzione ideale per evitare una serie di errori e onerose perdite di tempo; un’interessante alternativa è quella di frequentare la bottega di un liutaio.
Esiste anche chi si avvicina alla liuteria da autodidatta, l’ho fatto anch’io ma poi ho sentito l’esigenza di avere dei maestri.
Chi ha iniziato in una scuola oltre che le esercitazioni pratiche ha seguito corsi di disegno tecnico, organologia (storia degli strumenti musicali), chimica, fisica acustica, verniciatura, restauro.
Formazione è anche studiare una chitarra nei minimi dettagli per capire com’è fatta, leggere un libro che tratti argomenti inerenti alla liuteria, visitare collezioni di chitarre, mostre, musei.
A tutto ciò si affianca poi la parte costruttiva, perché la curiosità, l’entusiasmo per cercare di riprodurre ciò che si è scoperto è grande.
Per costruire non basta acquistare il legno, serve anche un posto dove lavorarlo che non sia il tavolo della cucina, le polveri sono nocive! Anche chi frequenta una scuola, parallelamente deve attrezzarsi una postazione di lavoro: una cantina (non troppo umida!), un sottoscala, un garage insomma un locale anche piccolo da dedicare interamente alla nostra attività.
Non ci possiamo dimenticare degli attrezzi: pialle, lime, scalpelli, trapani…, quelli imprescindibili e poi tutti gli altri, secondo l’insorgere della necessità.
Quando ho sentito l’esigenza di avere un maestro, di frequentare dei corsi, mi ero reso conto di essere in grado solo di costruire dei “mobili”, belli ma privi di personalità.
Studiare strumenti di maestri quali Torres, Hauser, Gallinotti, Martin e altri che hanno fatto la storia della liuteria chitarristica mi ha permesso di capire che uno strumento musicale deve avere un’anima, una forte caratterizzazione trasmessa dalla sensibilità di chi l’ha creato, influenzata a sua volta dall’ambiente, dal contesto culturale e dalla sensibilità musicale dell’epoca in cui il liutaio è vissuto.
Essere in grado di cogliere queste sfumature permette di crearsi una personalità e di trasferirla ai propri strumenti. Strumenti che dovranno poi soddisfare anche e soprattutto le esigenze dei musicisti per i quali sono stati costruiti.
E’ sempre una forte emozione, e ritengo la più grande soddisfazione del nostro lavoro, ottenere la fusione tra l’arte liutaria e quella musicale.

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Una passione

ottobre 15, 2009 by Aldo Illotta

aldo_illotta
La mia passione per la liuteria ha inizio nell’ormai lontano 1990, quando, con la complicità di alcuni amici, ho costruito la mia prima chitarra classica. Strumento che mi ha accompagnato fino al diploma del 5° anno di Conservatorio. L’interesse per la costruzione ha lentamente soppiantato gli studi musicali.
Nell’anno 2000 ho deciso di intraprendere professionalmente l’attività di liutaio, dopo aver frequentato la Civica Scuola di Liuteria di Milano, per quattro anni. Parallelamente a tale attività sono stato per otto anni docente di laboratorio di costruzione degli strumenti a pizzico moderni, presso la scuola medesima.
Nel periodo scolastico mi sono specializzato nella costruzione e nel restauro degli strumenti a pizzico e mi sono diplomato con una tesi sulle chitarre dell’800 della famiglia Guadagnini (Torino).
Inizialmente mi sono occupato esclusivamente di chitarre classiche, strumento che conoscevo bene grazie agli anni di studio al Conservatorio, successivamente mi sono dedicato anche alla produzione di alcuni modelli di acustiche (folk). Queste ultime hanno poi occupato gran parte della mia produzione.
Dopo essermi presentato voglio ragionare con voi su come sviluppare questa sezione riguardante la liuteria del nuovo portale.
Voglio iniziare con un ringraziamento a Reno Brandoni, per la fiducia accordatami nel propormi di curare il settore riguardante la liuteria del nuovo “fingerpicking.net”.
Lungi da me l’idea di voler fare il giornalista, il mio lavoro è fare chitarre, ma la possibilità di proporre argomenti di interesse generale riguardanti la liuteria al fine di fugare dubbi e soddisfare curiosità e non per ultimo far emergere la professionalità di chi in Italia fa questo lavoro a regola d’arte, mi ha intrigato fin da subito.
Collaborerò con colleghi che di volta in volta mi affiancheranno nell’approfondimento degli argomenti trattati, creando così occasioni serie di incontro e discussione tra liutai e musicisti.
La liuteria chitarristica italiana in questi ultimi anni è cresciuta in qualità ed ha le potenzialità per essere riconosciuta in tutto il mondo tra le migliori.
In Italia il maggior numero di liutai professionisti costruisce chitarre classiche, ma è in aumento il numero di chi si occupa anche, o esclusivamente, di strumenti acustici.
Mi piacerebbe proporre anche argomenti riguardanti la filosofia del restauro e la conservazione degli strumenti musicali: che si tratti di una Martin dei primi del ‘900 piuttosto che di una Guadagnini di un secolo più vecchia, la metodologia di intervento non è diversa. Studiare strumenti musicali storici ci permette di tracciare un’evoluzione nel modo di costruire, così come si è evoluta la tecnica esecutiva ed il gusto musicale nelle diverse epoche. Anche questo può essere uno spunto per uno dei prossimi argomenti.
Insomma, di entusiasmo ce n’è tanto, così come tante sono le idee e le curiosità che di volta in volta cercheremo di sviluppare e soddisfare.

Arrivederci a presto.

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  Aldo Illotta

Ho 39 anni sono stato falegname, musicista, insegnante, commesso, attore... ho abitato in molte città, ho osservato, copiato, conosciuto musicisti, fanfaroni, fannulloni, artisti veri, alcuni che pensavano di esserlo, altri che lo erano senza saperlo, costruttori di quasi ogni strumento esistente... conservo frammenti di ogni incontro ma pochi sono i miei veri maestri. Ho costruito chitarre da ricordare, qualcuna da dimenticare, ho commesso alcuni errori, trovato molte soluzioni e ora non posso fare più a meno di fare chitarre che ormai hanno la mia precisa impronta e dalle quali so quasi sempre cosa aspettarmi.

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